La dote

Ieri si è tenuto l'ultimo Consiglio dei Ministri del 2007.Il Ministro dell'istruzione Fioroni all'uscita ha informato la stampa dell'accordo preso con il Ministro Mussi riguardo la "dote" che gli studenti medi avranno a disposizione per l'accesso alle facoltà a numero chiuso. Il provvedimento prevede infatti un curriculum scolastico che inciderà sul punteggio del test di accesso universitario. Tale curriculum sarà dato da un punteggio (max 25 punti) che scaturisce dall'andamento dello studente negli ultimi tre anin di superiori e dall'esame finale. E' un gran passo avanti per l'Italia, come afferma anche il Ministro Fioroni, perché finalmente viene dato un peso rilevante all'esame di maturità.
Dandogli atto di prendere finalmente in considerazione gli studenti di cui si dovrebbe occupare bisognerebbe ricordare al Ministro, però, che i brogli di cui parla non si fanno solo ai test universitari, ma anche per fare bella figura con i genitori degli altri alunni vantandosi del voto alto dei propri. Io stesso ho vissuto sulla mia pelle una tale esperienza, e non ero dalla parte del figlio raccomandato.
Con questo provvedimento si toccano due punti fondamentali che riguardano il diritto allo studio: la formazione degli studenti medi e l'accesso all'università.
Premettendo che il numero chiuso è una evidente forma di blocco al sapere, e quindi anticostituzionale, non ritengo che un tale decreto possa gettare un colpo di spugna su tutti i problemi connessi all'accesso ai corsi chiusi.
Infatti lo studente che non sa ancora a 16 anni quale può essere un suo possibile futuro, che non sa neanche se continuare la carriera scolastica, si vede etichettato e visto come un punteggio alto o basso. Non so quanto questo possa essere da sprono per un ragazzo di quell'età; ma credo che, piuttosto che sfornare giorno dopo giorno decreti da tanaliberatutti, sia più opportuno per i nostri ministri valutare con attenzione le reali soluzioni ai nostri problemi - magari anche buttando un orecchio verso la voce degli studenti - .

17 commenti:

Go. Eu. ha detto...

Ancora una volta il governo dimostra la distanza che lo separa dalla realtà che studenti medi e universitari vivono ogni giorno...
Non si vuol capire la corruzione dietro agli illegali test d'ammissione (vedi il caos di questo autunno) nè tantomeno si comprendono - e quindi si cercano di risolvere - i gravi problemi della scuola: adesso basterà mandare i propri figli alle "belle" e "colte" scuole private, che ogni anno promuovono migliaia di studenti senza che questi ricevano una formazione degna di tal nome, per mandare il proprio figlio a medicina, risparmiando magari qualche centone da sborsare in commissione...
Al tempo stesso il povero disgraziato che sta antipatico al prof di matematica, ma che magari è un genio dell'oncologia ancora in potenza, vede fortemente ridimensionate le sue possibilità d'accesso!!
E' una vergogna. Ancora una volta non si risolvono i problemi al fondo, ma si guarda solo alla punta dell'iceberg - alla mancanza di valore del diploma - senza scrutarne il fondo. Una metodologia che ormai è prassi, ahimé, di questo governo.

Nicola - UdU Siena

Valentino UNIPR ha detto...

Comunque ha ragione Fioroni quando dice - e ho paura che lo pensi veramente - che in questo modo si abbatterà la corruzione all'interno delle aule dei test. Infatti...adesso i genitori quando andranno a colloquio dai professori delle superiori potranno tranquillamente sganciare il centone senza che nessuno se ne accorga.
Almeno nelle aule dei test unviersitari ci sono gli studenti attenti a certe cose, ma nel segreto dell'auletta del professore, non c'è nessuno...e poi penso che i professori delle superiori si accontentino di meno rispetto ai professori universitari. Rallegriamoci, è un gran risparmio per i genitori!
Poi il fatto che prenda gli ultimi tre anni di superiori lo vedrei più come un pagamento dilazionato, così si darà ancor meno nell'occhio, e non ci sarà bisogno di recarsi in banca a prelevare migliaia di euro tutte insieme (che poi la gente che ti sta intorno ti guarda con sospetto!!).
Fortunatamente non sono questi i problemi che assillano l'Italia...

fpmassam ha detto...

Scusate, ma si dice che la dote conterà per il 25%, mentre il test varrà il 75%.
E poi, ragazzi, possibile che tutti i professori siano corrotti, tutto il sistema sia marcio? Cosa stiamo facendo noi per migliorarlo e lo vogliamo davvero migliorare? Se sì come?

Valentino UNIPR ha detto...

Forse il mio commento era un oò populista, lo ammetto. La mia esperienza purtoppo mi porta ad avere una cattiva considerazione anche dei professori delle scuole superiori, ma sono sempre stato un ottimista. Non sempre e ovunque capitano questi fatti spiacevoli. La domanda è lecita: noi che possiamo fare?
Con le mani legate come le abbiamo noi è un pò difficile fare. Tutte le decisioni arrivano dall'alto e noi possiamo solo criticarle (...e passiamo come "quelli dei centri sociali, brutta razza"). Bisognerebbe cambiare la mentalità dell'Italia tutta - che oggi si basa sulle bugie che dicono ai telegiornali - ma è una cosa impossibile. Eppure ci può essere qualcosa che possiamo fare.
Possiamo fare informazione, come stiamo facendo adesso, anche se devo dire che siamo sempre i soliti a scrivere su questo blog.
Da questo blog ho preso una miriade di spunti, per azioni che posso portare avanti nella mia università.
Questa è la nostra forza, informare e dire la verità.

fpmassam ha detto...

Secondo me, possiamo tanto. Il problema è convincere tutti delle nostre potenzialità.
1. siamo tanti
2. paghiamo le tasse
E' vero, le nostre tasse non sono la maggioranza dei finanziamenti ma, comunque, garantiscono entrate rilevanti. La comunicazione è un modo di dire "ci siamo anche noi" il problema, per un sindacato come la UdU, è spiegare agli studenti che organizzarsi conviene e, anche, mantenere una linea politica coerente e precisa. Sapere cosa vogliamo e metterci in condizione di pretenderlo. Mi spiego meglio: qui consideriamo giusto comprare libri fotocopiati. Per quanto costano, non è una posizione campata per ora. Però parliamo di legalità e fotocopiare libri è illegale. Se, invece, venisse considerato sbagliato comprare libri fotocopiati, allora si potrebbe, che ne so, andare dagli editori e trattare un taglio dei prezzi di copertina. Tuttavia, al di là di considerazioni pratiche, eliminare queste piccole antinomie e costruire un progetto di università chiaro e realistico, farebbe sì che noi studenti possiamo cominciare a pensare di avere un qualche potere contrattuale di cui non godiamo ora.

Valentino UNIPR ha detto...

Un sindacato dovrebbe servire a questo, no?
L'unico nodo da sciogliere è come far sentire la nostra voce.

studentefreelance ha detto...

Ragazzi, mi dispiace che quello che ho portato avanti io non sia reputato veritiero...ma avete gli occhi tappati???

Non vi rendete conto che i test di selezione non selezionano proprio niente?

Da che mondo e mondo i test di selezione servono solo ad incassare soldoni attraverso le tasse per accedere ai test...

@fpmassam

il sistema non è così marcio come si pensa è semplicemente impreparato a valutare...pertanto se un ragazzo studia a memoria ha un voto alto se invece è svogliato viene bocciato senza curarsi del fatto che magari è svogliato perchè non si fa niente per invogliarlo!

Fare demagogia in ogni aso nbon serve a niente...la cosa che non condivido è solo il fatto che possano esistere dei test come barriera all'entrata...

le barriere non dovrebbero esistere ...bisognerebbero esistere invece gli indirizzi da parte della scuola, per far scoprire cosa relamente uno è propenso a fare nella vita!

Se poi ci sarà qualcuno che deciderà di fare il medico perchè lo è il padre questo è purtroppo una cosa che non potrà essere selezioata attraverso un test!Lui il medico lo farà lo stesso...gli altri che magari potenzialmente potrebbero diventarlo saranno costretti a fare tentativi...

fpmassam ha detto...

Io sono convinto che se un ragazzo è svogliato o non studia non debba essere promosso. In fondo, a scuola si hanno davanti due scelte: o si studia o no. Se si opta per la seconda alternativa ognuno se ne deve assumere le responsabilità. Essere promossi non è un diritto naturale, è una meta che va raggiunta da quelli che se lo meritano. Così deve succedere all'Università. Una selezione va fatta. Non è possibile che tra i banchi universitari siedano persone che non conoscono le più elementari nozioni di grammatica e sintassi. D'accordo, è colpa della scuola. Ma non perchè non ha insegnato, ma perchè non è stata messa in condizione di farlo con promozioni facili che non fanno altro che mettere in difficoltà il sistema universitario e chi, in quel sistema, ci è entrato avendo studiato sempre e con regolarità, intenzionato a proseguire su quella strada. Poi, se vogliamo fare i nerd incazzati con il sistema tout-court facciamo pure, ma non mettiamo in discussione la meritocrazia.

Fukuyama è morto ha detto...

Magari questo Paese funzionasse con la meritocrazia!!! Purtroppo - io si che sono pessimista, ma realista - una disposizione come quella che Fioroni ha attuato la settimana scorsa, sebbene sembri favorevole a un meccanismo dove "più sei bravo - più vieni valorizzato" in realtà nella pratica può sfavorirlo e danneggiare molti studenti, quindi di rimando la società intera.
Non è catastrofismo, e il sistema forse non è così marcio, ma va sicuramente rivisto profondamente. Non si può pensare che valorizzando il diploma senza modificare la prassi d'insegnamento si risolva qualcosa: è solo uno specchietto per le allodole!
Una scuola come quella italiana, dove l'insegnamento è stantio, nozionistico e fine a sé stesso (e non parlo solo per esperienza personale/sindacale) oltre a non formare (salvo particolari episodi, che non fanno altro che confermare la tendenza della scuola ) addirittura spesso allontana lo studente dall'interesse per lo studio. Sono anche io d'accordo, pienamente, nell'incrementare la durezza delle valutazioni e nel non promuovere chi in effetti non si merita di esser promosso. Ma al tempo stesso non si può dare la responsabilità di una formazione assente ai soli studenti dicendo che non vogliono studiare!
I professori delle superiori (per quanto il problema riguardi tutto il sistema scolastico) spesso, troppo spesso, sono degli incompetenti con poteri smisurati, simpatie, deficienze culturali gravissime, mancanza di professionalità e frequentemente di etica e voglia. Quali valori allora sono trasmessi ai ragazzi?! Ci stupiamo poi se le matricole non sanno neanche mezza parola d'inglese o scrivere un periodo complesso?! Potrei continuare ancora ma è chiaro...
Il problema è alla radice. Ma siccome ogni governo in questo paese non pensa che al domani della legislatura e ai voti che deve guadagnarsi - quel mondo dell'illusione su cui si ciba questa democrazia anch'essa illusoria - è scontato che nessuno si tira su la maniche e inizia a cambiare sul serio il mondo scolastico e, quindi, quello universitario.
Nicola

studentefreelance ha detto...

@fukuyama

finalmente uno che ragiona!

Penso sia inutile continuare a pensare che esista meritocrazia quando l'evidenza dice il contrario!

Non esistono e non dovrebbero esistere le valutazioni, soprattutto quelle fatte da gente "corrompibile"!!

è normale che se uno studente non ha voglia di fare un c+++o non può pretendere niente ...ma non solo dalla scuola ma dalla vita in generale!!!

Ma io non credo che se poni davanti ad un ragazzo la voglia di apprendere e lo fai "interagendo" con lui lui si rifiuti... a meno che ripeto voglia essere sfaticato per tutta la vita!


Quanti di noi hanno avuto compagni di classe obiettivamente svegli ma che per motivi familiari sono stati svantaggiati e magari anche emarginati dagli insegnanti stessi...


E quindi ciò che vuol dire che gli ultimi rimarrando sempre gli ultimi anche se magari potenzialmente sono più intelligenti di quelli che assumo ruoli di prestigio!!!

fpmassam ha detto...

Allora non facciamo nulla perchè tanto è inutile. Stiamo dicendo questo. La meritocrazia non funziona? Proviamo a farla funzonare. Vengono proposte soluzioni alternative? Non buttiamole nel cesso semplicemente perchè vengono dal governo. Voi dite "i professori delle superiori sono delle teste di cazzo". Dateci i numeri! Voglio che mi dimostriate con numeri, studi etc. Vi sfido a fare questo. Una volta che mi avreto provato che avete ragione allora condividerò le vostre posizioni senza riserva.

Valentino UNIPR ha detto...

Non si possono buttare via così i voti. Se la meritocrazia non esiste in Italia...beh, facciamo in modo che esista!
Innanzitutto io ABOLIREI tutte le scuole private, fatte solo per i figli di papà (e pensare che lo Stato le sovvenziona!), poi farei una commissione annuale per la valutazione dei docenti, e in questa commissione ci dovranno essere anche gli studenti. Penso che in questo modo già dal primo anno ci sbarazzeremo di un bel po' di professori incompetenti e svogliati.

fpmassam ha detto...

Non credo che la caccia alle streghe serva a qualcosa. E' vero, tanti professori sono incompetenti e svogliati,ma è anche vero che siamo nel paese dove chi studia è uno sfigato e chi non fa nulla è una vittima della società. Tuttavia, un organismo che valuti i professori non credo che esista. Deve, invece, esistere un sistema di valutazione delle scuole nel loro complesso per distribuire i finianziamenti. Vale a dire: quanti studenti trovano lavoro entro il primo anno dalla maturità, quanti frequentano atenei prestigiosi e con quale risultato, qual è la percentuale di abbandono. Studiare questi parametri è un modo per valutare anche i professori. Questo coinvolgerebbe anche la scuola privata che, in generale, è fatta da saloni di bellezza nei quali, dopo cinque anni di tessera fedeltà, ti danno un diploma ma, se i criteri di valitazione elencati fossero estesi anche ai privati, beh, sarebbe un passo in avanti anche perchè abolire la scuola privata non credo sia possibile.

Fukuyama è morto ha detto...

Pienamente d'accordo! Servirebbe un sistema simile a quello che c'è - spesso inutilizzato - nell'Università anche per la scuole superiori!

Valentino UNIPR ha detto...

Mussi ha lanciato proprio venerdì scorso una proposta di legge (almeno penso sia tale), per la distribuzione dei finanziamenti in base alla qualità dell'insegnamento. Personalmente non credo che possa funzionare. Ho il presentimento che invece dia risultati opposti, cioé le Università che promuovono tutti con voti alti prenderanno più soldi rispetto a quelle in cui la media dei voti degli studenti è bassa. In questo modo penso si penalizzeranno le università più piccole. Così facendo le Università buone continueranno a crescere, quelle meno buone dovranno offrire servizi sempre meno adeguati. Forse sbaglierò, ma continuo a credere che il miglior metodo sia quello che tu definisci "caccia alle streghe".

fpmassam ha detto...

Se includono i risultati della ricercca e quanti trovano lavoro a un anno dalla laurea come criteri di valutazione non ci dovrebbero essere problemi.

studentefreelance ha detto...

"...farei una commissione annuale per la valutazione dei docenti, e in questa commissione ci dovranno essere anche gli studenti..."

stanno provvedendo a farlo!

per il resto ragazzi no credo che sia tutto inutile, credo solamente che bisognerebbe semplicemente dare più possibilità di scelta anche agli studente, dare tutto il giudizio ed il "potere" alle istituzioni rende unilaterale e facilmente corrompibile il sistema!

Non penso ci sia bisogno di statistiche per capire che siamo tutti esseri umani fatti di "amicizie" "favori da ricambiare" ecc...ecc. e questo succede anche alle superiori!